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Parco archeologico di Aeclanum

 


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Il Parco Archeologico di Aeclanum è situato in località Passo di Mirabella, nel Comune di Mirabella Eclano, e si affaccia sulla via Appia, la Regina Viarum che collegava Roma a Brindisi, sul cui tratto compreso tra Benevento ed Eclano sono ancora visibili i resti dell’imponente ponte noto come “ponte rotto”.

La nascita del centro di Aeclanum, fondata dalla tribù sannita degli Irpini, risale alla fine del III secolo a.C.; l’insediamento inizialmente fu dotato di una fortificazione in legno, come racconta lo storico Appiano, che fu distrutta da un incendio per volere del dittatore Silla nell’89 a.C., durante la guerra sociale. Con l’istituzione del municipium, la cinta fu ricostruita in opera reticolata: lunga quasi 2 km e con andamento irregolare, delimitava un pianoro di forma triangolare ed era dotata di almeno tre porte di accesso all’area urbana. Attraverso la porta occidentale entrava in città la via Appia.

Più tardi, all'epoca dell'imperatore Adriano (all'incirca nel 120 d.C.), Aeclanum assunse lo stato di colonia con la denominazione di Aelia Augusta Aeclanum.

All’interno dello spazio urbano non è stato finora possibile individuare con esattezza tutta l’area del Foro e di molti monumenti si conoscono solo alcuni resti o esclusivamente l’ubicazione grazie al ritrovamento di iscrizioni in pietra. Del macellum (area del mercato), posto probabilmente nelle vicinanze del Foro, si conserva una costruzione centrale a pianta circolare con una vasca.

Lungo una strada basolata è visibile un’abitazione con peristilio sostenuto da colonne in laterizio, originariamente coperte di stucco. Alla stessa abitazione appartenevano anche altri ambienti con funzione di rappresentanza. In una fase successiva l’abitazione sembra cambiare destinazione d’uso, in particolare nella zona del peristilio, dove il rinvenimento durante lo scavo di una grande quantità di scorie di vetro lascia supporre la presenza dell’officina di un vetraio.

Nell’area nord-occidentale della città, su una breve altura, sorgevano le terme, databili al II sec. d.C.,  le cui strutture sono ancora oggi ben conservate per un’altezza notevole, che in alcuni casi raggiunge l’attaccatura delle volte. All’interno del complesso termale, nel corso degli scavi, furono rinvenute statue e decorazioni marmoree, che testimoniano la magnificenza raggiunta dal centro irpino in età imperiale.

La presenza di una basilica paleocristiana con fonte battesimale attesta, infine, il protrarsi della vita nell’insediamento urbano e l’esistenza della sede di una diocesi, che ebbe quale suo vescovo il celebre Giuliano, avversario di Sant’Agostino.

La città risulta abitata fino al VII sec. d.C.; dall’VIII secolo il sito viene menzionato con il toponimo di Quintodecimo, a ricordare la distanza di quindici miglia del centro da Benevento.  



mappe e ricostruzioni

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