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News 2007

 


Torre le Nocelle (AV) 23-11-2007
Nuovi dati per la Preistoria in Campania.
La località Felette è localizzata sul medio corso del fiume Calore e corrisponde ad un ampio terrazzo tufaceo sul quale, in anni passati, è stato raccolto materiale di superficie di età preistorica che ne attesta la frequentazione tra il Neolitico Antico e la fine del Bronzo Medio.
Nel corso del 2007 sono stati eseguiti due saggi di scavo, posti ad alcune centinaia di metri l’uno dall’altro.
Nel primo, al disotto delle tracce della coltivazione dell’area nella tarda età romana, sigillate dall’eruzione vesuviana di Pollena (472 o 505 a.C.), si è scavato un lembo di abitato riferibile alla facies di Palma Campania (Bronzo Antico), coperto dall’eruzione vesuviana c.d. delle “Pomici di Avellino” (circa XVIII sec. a.C.). Lo scavo non è potuto purtroppo proseguire in profondità, e quindi non è stato possibile indagare i livelli sottostanti, risalenti probabilmente al Neolitico Antico.
Nel secondo saggio, al di sotto di lembi mal conservati di abitato riferibili di nuovo alla facies di Palma Campania, sono emersi livelli consistenti dell’occupazione avvenuta nella parte finale dell’Eneolitico e riferibili all’aspetto campano di Laterza. Relativamente a questi livelli, è stato possibile indagare anche un settore di necropoli, che ha restituito tombe a fossa ellittica, con il defunto in posizione rannicchiata. La ceramica rinvenuta è riferibile senza dubbio all’aspetto ‘Laterza’, anche se presenta una notevole ricchezza decorativa e formale.

S. Agata de’ Goti (BN) 23-11-2007
Riportato alla luce un settore della necropoli di età ellenistica.
In località Cesine (frazione di Faggiano), preliminarmente ai lavori di realizzazione della strada provinciale a scorrimento veloce “Fondo Valle Isclero” in direzione “Valle Caudina-S.S. 7 Appia, sono state effettate indagini archeologiche che hanno portato alla luce un settore funerario relativo ad una necropoli piuttosto estesa, già in parte indagata negli anni precedenti.
L’intervento ha consentito lo scavo di numerose sepolture, disposte in filari piuttosto regolari e paralleli, orientati in senso Est-Ovest. Il rituale è quello dell’inumazione con il defunto deposto in posizione supina con le braccia adagiate lungo i fianchi.
Le tombe sono a cassa di lastre di tufo, accostate e ben lavorate, di lunghezza e spessore leggermente variabile. La maggior parte delle deposizioni presenta un corredo ceramico esterno, posto lungo uno dei lati della lastra di copertura, in una cavità appositamente scavata. Tale corredo comprende spesso l’olla e l’anfora acrome, che spesso contengono all’interno ciotole, coppette a vernice nera, olpette o residui ossei; si tratta probabilmente di oggetti legati al cerimoniale funebre messo in atto al momento della deposizione, con offerte di cibo per il pasto simbolico del defunto.
Il corredo interno, invece, posto ai piedi, si compone solitamente di un unico oggetto: un’olletta biansata (acroma o a vernice nera) o un’olletta stamnoide acroma o un cratere di piccole dimensioni, acromo, figurato o a vernice nera. In alcuni casi sono associati altri vasi con funzione potoria: coppe, brocchette e in particolare lekythoi a reticolo o a vernice nera, posti generalmente lungo i fianchi o in corrispondenza delle braccia o delle gambe.
Il nucleo sepolcrale sembra potersi collocare entro il terzo quarto del IV sec. a.C., in un momento quindi precedente alla deduzione della colonia latina di Saticula nel 313 a.C.

Paestum 23-11-2007
Nuovi interventi di scavo nella necropoli in località Andriuolo.
Nei mesi di maggio e giugno 2007, scavi clandestini scoperti nella necropoli di Andriuolo, nota per aver restituito il più alto numero di sepolture dipinte di epoca lucana, hanno reso necessario un intervento di emergenza finalizzato al recupero delle sepolture danneggiate e depredate.
L’intervento si è concentrato nella parte più occidentale della necropoli, limitrofa alla Strada Statale 18, a Nord-Est della Porta Aurea.
Sono state portate alla luce otto sepolture che sembrano fare parte di un unico nucleo funerario della prima metà del IV sec. a.C.. Le tombe, a cassa e a fossa con copertura di calcare piana o a doppio spiovente, variamente orientate, si dispongono nello spazio tagliandosi tra loro. Le sepolture sono risultate tutte depredate delle suppellettili, con l’eccezione di una tomba, a fossa con copertura piana, femminile, il cui corredo, era costituito da 12 vasi pestani a figure rosse e a vernice nera, tre fibule ed un frutto fittile.
Facevano parte dello stesso nucleo anche tre sepolture a cassa dipinte, purtroppo depredate dei corredi, ma egualmente interessanti per l’eccezionalità della decorazione. Una di esse presenta, sui lati corti, scene con caccia al cinghiale e caccia al cervo, sui lati lunghi vasi e bende sospesi alle pareti della tomba. In un’altra sepolture si intravede, sul lato corto della cassa, una scena di ritorno del guerriero e su un lato lungo una singolare figura di demone alato.

Montesarchio 15-03-2007
Scoperto un quartiere artigianale di età sannitica.
Nel comune di Montersachio (BN) in occasione di lavori edilizi in Via Napoli sono emerse evidenze archeologiche riferibili almeno in parte ad un quartiere artigianale di epoca sannitica, databile tra la metà del V sec a. C. e la fine del IV sec a.C.
Il quartiere si presenta diviso in due aree separate da un percorso viario in terra battuta, delimitato da grosse pietre calcaree lungo la fascia E/W. L'area a N/E ha rivelato, oltre alle tracce delle fondazioni murarie, la presenza di molte fosse e di pozzi per la ricerca dell'acqua. Dallo scavo delle fosse, oltre a moltissimo materiale ceramico omogeneo e cronologicamente coerente, sono state recuperate due antefisse e frammenti di lastre architettoniche.