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Siti sommersi Aree archeologiche in Provincia di Salerno Aree archeologiche in Provincia di Avellino Aree archeologiche in Provincia di Benevento Aree archeologiche in Provincia di Caserta

 


 

L'area interessata all'azione di tutela della Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Salerno, Avellino e Benevento in ambito subacqueo si identifica, sostanzialmente, con le acque antistanti la costa compresa tra i comuni di Positano e Sapri, segmento di circa 250 Km a valenza paesaggistica tra le più rilevanti d'Italia.

Attraversato nei millenni da importanti marittime,  lo specchio di mare raggiunge la superficie ragguardevole di svariate migliaia di kmq., considerato il limite di 12 miglia delle acque territoriali e di 24 miglia per quelle di competenza.

 

Il Progetto Archeomar

Di recente il tratto di costa è stato interessato dalle attività di prospezione previste nell'ambito del Progetto Archeomar - Censimento dei beni archeologici sommersi nei fondali marini delle coste della Campania, Basilicata, Puglia e Calabria, promosso dal Ministero per i Beni e le Attività culturali e finanziato sulla base dell'art. 13 della L. 264/2003.

La Soprintendenza,  unica tra le sei coinvolte nel progetto a disporre nel proprio organico di un operatore tecnico specializzato-subacqueo, usufruendo della preziosa collaborazione del Nucleo Subacqueo della Guardia Costiera ha presieduto alle ordinarie operazioni di monitoraggio dei siti al fine di garantirne la tutela e la conservazione. Tale attività ha costituito un'opportunità particolarmente rilevante, permettendo di verificare una gran mole di segnalazioni di archivio e di identificare nuovi siti: alle strutture di Punta Fuenti presso Vietri, alla cava per l'estrazione di calcarenite in località Lago a Castellabate, al porto  romano di San Marco di Castellabate, o alla villa marittima ubicata a Santa Croce a Sapri, reinvestigate con tecnologie avanzate, si sono così aggiunti circa 40 nuovi siti.

Una parte consistente delle evidenze individuate è costituita da relitti riconducibili alla seconda guerra mondiale. Tra di essi il sommergibile Velella, autentico sacrario, nonchè eloquente testimonianza di una sciagura incomprensibile, per il quale è stata realizzata una straordinaria documentazione-video con l'impiego di un minibatiscafo.

Di grande interesse la campagna d'indagine effettuata lo scorso settembre sul relitto rinascimentale ubicato in località Punta del Fortino nel comune di Agropoli, nel quale sembrerebbe potersi riconoscere una caracca .

Noti, ma documentati per la prima volta, il relitto  romano di Punta della Quaglia nel comune di Centola e quello ligneo dei primi del novecento sito in località Giardini di Scario nel Comune di San Giovanni a Piro.    

In eccezionale stato di conservazione, nonostante le tracce devastanti dell'azione di divergenti per la pesca a strascico, è il relitto post-medievale rinvenuto al largo di Punta degli Infreschi nel comune di Camerota.

Ulteriori prospezioni hanno coinvolto l'asta terminale del fiume Sele per uno sviluppo di circa sette chilometri. La prospezione indiretta, svolta attraverso l'ausilio di sub-bottom profiler ha rilevato, nel tratto compreso tra l'Heraion della Foce del Sele e l'altura di Santa Cecilia, anomalie che gli specialisti considerano di grande interesse per la ricostruzione delle dinamiche geo-morfologiche e insediative del territorio.