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Il santuario di Hera Argiva alla foce del Sele

Il santuario di Hera Argiva, la cui fondazione risale secondo le fonti letterarie a Giasone, il leggendario capo degli Argonauti, era ubicato presso la foce del fiume Sele al confine tra l'area etruschizzata della Campania e il territorio della colonia greca di Poseidonia.

Sorto intorno ad un semplice altare di terra e ceneri e dotato di edifici porticati per l'accoglienza dei fedeli, il santuario visse un momento di grande sviluppo alla fine del VI sec. a.C., momento in cui, al di sopra di un edificio più antico, fu realizzato un tempio con otto colonne sulla fronte.

L'avvento dei Lucani portò profonde trasformazioni con la costruzione di nuovi monumenti, tra i quali un edificio quadrato, destinato all'iniziazione delle fanciulle.

 Successivamente all'epoca romana, durante la quale si registrano ulteriori interventi edilizi, l'area subì una fase di decadenza e di abbandono, e le vestigia del santuario furono ricoperte dalla vegetazione e dalle paludi fino alla loro riscoperta, avvenuta negli anni  ‘30  del secolo scorso ad opera di Paola Zancani Montuoro e Umberto Zanotti Bianco.

Tra i reperti più rilevanti provenienti dal santuario si segnalano, oltre ad una ingente quantità di doni votivi relativi al culto di Hera, due serie di metope: la prima, databile nella prima metà del VI sec. a.C., comprende circa 40 lastre scolpite raffiguranti episodi di diversi racconti mitici (le fatiche di Eracle, la guerra di Troia). La seconda serie, databile alla fine del VI sec. a.C., comprende una decina di lastre che rappresentavano la decorazione del fregio del tempio principale del santuario, nelle quali è raffigurata una danza liturgica.