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L'insediamento dell'antica Abella Avella (AV).

L'insediamento dell'antica Abella (corrispondente all'attuale centro di Avella) era localizzato lungo un itinerario naturale che metteva i collegamento l'area costiera della Campania con l'Irpinia. La ricca documentazione proveniente dalle due necropoli che si disponevano ad Est e ad Ovest dell'abitato mostrano che il centro fu in vita tra la fine dell'VIII sec. a.C. e il periodo tardo-antico. Ad eccezione dell'anfiteatro, poco o nulla è visibile dei resti della città antica, che probabilmente all'epoca di Silla (I sec. a.C.) ospitò una colonia. Il momento di maggiore fioritura dell'insediamento è da porre tra il II - I sec. a.C. e il I sec. d.C.; la città, dotata di una maglia stradale regolare e dotata di un sistema difensivo già nel periodo sannitico, in età tardo-repubblicana ricevette una cinta muraria in opus incertum, di cui sono stati individuati ampi tratti  nella zona dell'anfiteatro.

Tra i rinvenimenti più rilevanti dall'area urbana si segnalano: il mosaico raffigurante l'uccisione di Laio da parte di Edipo, rinvenuto nei pressi dell'attuale Corso V. Emanuele, oggi custodito e visibile presso il Museo Archeologico Nazionale di Napoli; un'epigrafe in lingua osca rinvenuta nella zona del Santissimo, che documenta, nella seconda metà del II sec. a.C., l'intensificarsi dell'edilizia pubblica ad opera del magistrato Maio Vestirikio. Lo stesso personaggio è citato in un altro documento epigrafico legato alla storia di Avella, ovvero il Cippo Abellano, che riporta il trattato stipulato tra Nola e Abella per la gestione comune del santuario di Ercole, che non è stato però ancora individuato.