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foto non disponibile - Eboli Aree archeologiche in Provincia di Salerno Aree archeologiche in Provincia di Avellino Aree archeologiche in Provincia di Benevento Aree archeologiche in Provincia di Caserta

 


Tutta l'area collinare che circonda l'attuale città di Eboli, l'antica Eburum,  ha restituito un'enorme mole di testimonianze archeologiche che dimostrano un'occupazione del territorio fin dal periodo Neolitico finale.

Ma è nell'età del Ferro che si possono porre le origini dell'insediamento che, localizzato nei pressi dell'attuale centro storico, ha vissuto ininterrottamente fino ad oggi.

Numerose aree di necropoli, che hanno restituito sepolture databili tra l'età del Ferro e il periodo lucano, sono state rinvenute sia in zone collinari, come in località S. Croce e  S. Cataldo, sia in aree pianeggianti, come in Via Matteo Ripa e in località Paterno.

Il quadro che ne emerge mostra l'insediamento preromano di Eboli come un centro aperto a influenze culturali diverse; tale caratteristica trova una spiegazione nella localizzazione stessa del centro, a metà strada tra la piana del Sele e la Campania interna.

Gli scavi hanno portato alla luce resti di età romana: un quartiere artigianale del III-II sec. a.C. alle spalle del Castello (località S. Cosma e Damiano); una villa in località Paterno, con fasi di vita fino al IV secolo d.C.

Sulla collina di Montedoro, che sovrasta il centro storico di Eboli, sono state rinvenute testimonianze di un'occupazione dell'età del Bronzo e una cinta fortificata di età lucana (IV sec. a.C.), oltre a un'area sacra di età ellenistica, dedicata a divinità salutari.

Diventata municipio in età romana, l'antica Eburum era attraversata  della via Popilia, che congiungeva Capua e Reggio.